Da tempio augusteo a chiesa cristiana: la storia della cattedrale di Pozzuoli

La cattedrale di Pozzuoli, o basilica minore di San Procolo martire, è un edificio che sorge attualmente sulla sommità del Rione Terra e riassume perfettamente la storia di Pozzuoli.

Costruito probabilmente in epoca greca o sannitica, costituiva il Capitolium della città, ovvero il Tempio dedicato alla Triade Capitolina, per i romani: Giove, Giunone e Minerva. In età repubblicana romana fu ristrutturato, per poi essere riedificato nella sua totalità in età augustea.

Il tempio fu quindi fatto erigere in onore di Ottaviano Augusto da Lucio Calpurnio: pseudoperiptero esastilo, con ai lati nove colonne scanalate di ordine corinzio, la cella quadrata e realizzata con blocchi di marmo bianco, come il resto del tempio.

Fu poi tra il V e il VI secolo che i puteolani cristiani decisero di dedicare questo tempio al santo patrono di Pozzuoli, Procolo. Con la nascita del Monte Nuovo, nel 1538, a seguito del completo sprofondamento di Tripergole, il tempio subì gravissimi danni. Grazie alla vendita dei beni della mensa vescovile, si riuscì a pagare i lavori di restauro e riaprire ai fedeli la chiesa.

Nel 1633 fu realizzato un nuovo campanile, che sarà demolito nel 1968. Ma i lavori che rivoluzionarono maggiormente la costruzione furono iniziati nel 1636, terminando nel 1647: l'architetto Bartolomeo Picchiatti fece sfondare la parete nord del tempio romano e ampliare gli interni, realizzando un nuovo coro e collegando la sala Capitolare.
Arricchita da una cappella interna sormontata da una cupola maiolicata, la chiesa fu decorata con quadri di noti artisti, come tre tele di Artemisia Gentileschi: San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli, Santi Procolo e Nicea e Adorazione dei Magi.

Molto più tardi, nel XX secolo, un incendio distrusse completamente la navata centrale. Era la notte tra il 16 e il 17 maggio 1964 quando le fiamme divamparono dal tetto di legno. I numerosi quadri furono immediatamente trasferite nei musei vicini, a Capodimonte e San Martino.

La cattedrale visse un periodo di abbandono a causa dell'accentuazione del bradisismo negli anni Ottanta, finché alcuni anni fa la Regione Campania ha finanziato il restauro. Ad oggi, la cattedrale di Pozzuoli ha di nuovo vita.

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