Scienza


La Solfatara nell'800 tra Scienza e Medicina

Un vero e proprio laboratorio en plein air diventa la Solfatara di Pozzuoli, quando, nel 1861 l'acquistano i fratelli De Luca, di origine calabrese.


Fino ad allora, tra alterne vicende, viene soprattutto sfruttata dal punto di vista minerario, per produrre allume e bianchetto, tagliare legna, estrarre acqua dal sottosuolo, o ancora per offrire piacevoli brividi di paura a turisti imbevuti di reminiscenze mitologiche. Nei primi anni dell'Ottocento diventa una struttura militare, e viene anche adibita a zona di esercitazione per il tiro al bersaglio.
Questo antico uso, forse, è rimasto nella successiva predilezione mostrata per questo luogo come sede di duelli più o meno all'ultimo sangue...

Ma è soprattutto Sebastiano De Luca , chimico e naturalista, l'artefice principale della trasformazione di "uso" della famosa località, che diventa palestra di studio, di scoperte, di ricerca pura. Sebastiano è per molti versi una figura misteriosa, solitaria, quasi un "apprendista stregone", che sfrutta ogni elemento presente nella sua proprietà, organico o inorganico, pietra, pianta o animale per farne oggetto di analisi, di studio, di sperimentazione, curioso di ogni fenomeno, teso a mille applicazioni delle scoperte fatte. Non si ferma neanche di fronte ad esperimenti di cui egli stesso è cavia: affascinante è, infatti, la descrizione che fa, lucida e precisa, degli effetti provocati su di sé dall'assunzione di hashish...

Con lo stesso rigore e con la stessa passione Sebastiano De Luca svolge i suoi studi e i suoi esperimenti sull'aria, l'acqua, le terre della Solfatara, non trascurando di operare chimicamente anche su piante e animali del posto. Molto accurate sono, in particolare, le descrizioni delle diverse terre presenti nel cratere del vulcano quiescente, la piombina, la terra gialla e il bianchetto, del quale ricorda l'uso nella manipolazione delle tinture, nella preparazione della calce e, al tempo dei Romani, per rendere bianchissima l'alica o abica, un preparato per torte e focacce...

...E d'altra parte, quando alla fine del '400 gli Aragonesi restituiscono la "lumiera della Solfatara" alla famiglia di Jacopo Sannazaro, legittima proprietaria, essa doveva avere il suo valore dal punto di vista minerario, se, in precedenza, aveva spesso costituito la dote di molte spose dei suoi non pochi detentori. In seguito attraversa un periodo oscuro sotto questo aspetto, dovuto forse al boicottaggio, ottenuto a suon di ducati, da parte della Chiesa, diretta concorrente nella produzione dell'allume e nella relativa fornitura a sud di Roma.

Il suo momento d'oro è proprio alla fine del Settecento, quando passa, come si diceva, a Giuseppe Brentano, cui la Casa Santa dell'Annunziata di Napoli elargisce 300 ducati per mettere in attivo la fabbrica, sotto l'egida e la supervisione di Scipione Breislak. Poi è tutto un turbinio di passaggi di mano, di affittuarii o di censuarii, che lavorano, o fanno lavorare, fino a 360 uomini, come racconta Lorenzo Palatino nella sua "Storia di Pozzuoli e contorni" del 1826. E ci ritroviamo così, poco dopo, a quando ne entra in possesso Sebastiano De Luca, il cui interesse per la Solfatara e i suoi prodotti è puramente scientifico...
[Per ulteriori approfondimenti]

Dott. Maria Angarano
Vulcano Solfatara Srl
Via Solfatara 161
80078 Pozzuoli [Napoli], Italia
Contatti
Telefono: +39 081 5262341
Email: info@solfatara.it
Orari di Apertura
Lunedi - Domenica: 8,30 - 19 da Aprile a Ottobre
8,30 - 16,30 da Novembre a Marzo

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