Il Pozzo


Nell’alto medioevo erano attive nei Campi Flegrei almeno 40 sorgenti termali tra cui quella della Solfatara; alcune di esse risultano già conosciute in Età Classica.

Le acque termali della Solfatara erano ritenute curative dei nervi, della vista, delle febbri, delle malattie della pelle e della sterilità. Il pozzo attualmente visibile venne costruito nei primi anni del ‘800 per estrarre allume dall’acqua emunta dalla sottostante falda a circa 10 metri di profondità.Il prof. Sebastiano de Luca, noto chimico dell’Università di Napoli, compì intorno al 1870 numerose indagini scientifiche su tali acque che risultarono ricche di allume, ossidi dello zolfo, solfati di calcio, magnesio e altre sostanze.

L’acqua della Solfatara possiede un caratteristico ed aspro sapore di limone. L’acqua minerale venne successivamente utilizzata per riprendere l’antica attività termale che proseguì fino agli anni ‘20. La profondità della falda acquifera che alimenta il pozzo è variabile nel tempo e si ipotizza una sua relazione con le fasi bradisismiche.

La storia dei Campi Flegrei è attraversata periodicamente da fasi di Bradisismo positivo (innalzamento del suolo) e negativo (abbassamento del suolo); tali lenti movimenti hanno fatto variare il livello sul mare della città di Pozzuoli di alcuni metri nel corso dei secoli.

Vulcano Solfatara Srl
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